“Non possiamo più tollerare che chi attenta alla vita di un poliziotto torni a casa dopo poche ore” – dichiara la Segreteria Nazionale, presieduta da Sergio Scalzo, “Siamo stanchi di vedere colleghi finire in ospedale mentre i loro aggressori se la cavano con misure ridicole. Questa non è giustizia, è la legittimazione della violenza contro le divise.” Ecco la ferma reazione COSAP (Coordinamento Sindacale Appartenenti Polizia), a seguito delle disposizione ai domiciliari dei violenti protanisti delle corte a sostegno di Askatasuna di Torino.
“Esprimiamo – continua il comunicato stampa del COSAP – tutto il proprio ribrezzo per l’inaudita e vile aggressione subita da un nostro collega durante gli scontri di sabato scorso a Torino. Un servitore dello Stato è stato accerchiato, isolato e selvaggiamente picchiato da un branco di facinorosi che lo hanno rapinato del casco e dello scudo: un atto di una violenza bestiale che non può essere derubricato a semplice “incidente” di piazza. Quello che lascia ancora più sgomenti è la risposta dello Stato. Nonostante il GIP abbia riconosciuto la natura di una «guerriglia urbana preordinata», le decisioni sulla convalida dei fermi rappresentano un’autentica umiliazione per l’intera categoria: concedere i domiciliari a chi ha partecipato al pestaggio e il solo obbligo di firma a chi ha bersagliato gli agenti con pietre, bombe carta e razzi è un segnale di resa inaccettabile.
“ll COSAP – chiarisce il sindaco della Polizia di Stato – denuncia con forza un sistema che sembra tutelare più i carnefici che le vittime.La viltà di chi colpisce un agente a terra e la successiva “indulgenza” giudiziaria minano la credibilità delle istituzioni e mettono a rischio la sicurezza dei cittadini. Non servono pacche sulle spalle, servono leggi che garantiscano il carcere immediato per chi aggredisce le Forze dell’Ordine. Invitiamo la politica e i vertici del Dipartimento, come spesso ribadito nelle comunicazioni del Sindacato COSAP a uscire dal torpore. La nostra incolumità non ha un prezzo e la nostra dignità non è in vendita.
“Se lo Stato non è in grado di proteggere chi lo difende, chi proteggerà la democrazia?” Infine, si chiede il COSAP…
