Napoli – Disagi e pieno caos al Nucleo Operativo di Neuropsichiatria Infantile 32 di via Walt Disney a Ponticelli, struttura sanitaria facente capo all’Asl Na 1 Centro. Noi di TuttoVesuvio, a seguito di diverse e disperate segnalazioni delle famiglie dei bambini fruitori dei servizi di questo distretto sanitario, abbiamo raccolto una serie di testimonianze dalle stesse famiglie, anche documentali, che hanno fatto emergere un quadro impietoso dello stato di salute di questo fondamentale presidio sanitario di assistenza a bambini fino a 18 anni che soffrono di gravi disturbi psichiatrici, in particolare di spettro autistico.
Da settembre 2025 non si sostituisce la neuropsichiatra infantile Luisa Cutolo. I genitori: “Siamo sconfortati, abbiamo perso il nostro riferimento medico territoriale. A chi ci dobbiamo rivolgere?” Diverse sono state le criticità riscontrate, svetta la mancata sostituzione della neuropsichiatrica Luisa Cutolo, prematuramente scomparsa nel settembre del 2025, che ‘ha lasciato’ centinaia di bambini senza un costante e necessario riferimento medico nel territorio. Al momento nella struttura di Ponticelli che accoglie i giovani pazienti anche di Barra e San Giovanni a Teduccio resta in servizio di prossimità territoriale un solo neuropsichiatra Felicia Licciardi – anche responsabile del NONPI 32, mentre in altri nuclei costituiti dall’ASL Na 1 Centro ne risultano in servizio dai 2 ai 3. . E su questo non si riesce a comprendere perchè il direttore del Dipartimento di Salute Mentale (DSM) – ASL Napoli 1 Centro Luisa Russo tenga ancora scoperto questo ruolo su Ponticelli e ci chiediamo: ha mai disposto un ordine di servizio al fine di ‘precettare’ un neuropsichiatra per il NONPI32? La risposta al quesito farà emergere in modo plastico l’atteggiamento istituzionale dei dirigenti responsabili rispetto all’attivazione concreta di tutte le misure necessarie per affrontare questa fastidiosa emergenza sanitaria. “Siamo sconfortati, – ha dichiarato ai nostri taccuini un genitore – dopo la morte della dottoressa Cutolo siamo piombati nella preoccupazione massima. Era un punto di riferimento costante per noi, anche quando la terapia farmacologica ha mostrato delle evidenze negative sui nostri bambini, ci ha dato un grosso sostegno e fondamentale sostegno. Oggi, invece, a chi dobbiamo rivolgere?”
Visite per i rinnovi dei piani terapeutici effettuate in altri nuclei operativi di neuropsichiatria infantile della città. I genitori in coro: “Noi di Ponticelli Barra e San Giovanni a Teduccio non siamo cittadini di serie B rispetto a quelli del Vomero e Chiaia. Ridateci il neuropsichiatra!” Un altro disagio abbastanza fastidioso che ci hanno raccontato le famiglie del territorio di Napoli Est è relativo al fatto che i bambini affetti da gravissimi disturbi psichiatrici, precedentemente in carico alla dottoressa Luisa Cutolo, vengono ‘sballottati’ per la città in diversi nuclei operativi di neuropsichiatria infantile dell’ASL Na1Centro per l’effettuazione della visita obbligatoria relativa al rinnovo del piano terapeutico di durata semestrale. In questi mesi tantissime famiglie, ribadiamo quelle che avevano i loro bambini in carico alla neuropsichiatra infantile Cutolo, si sono viste scadere il piano terapeutico per il proprio bambino, in diverse si sono lamentate di un forte ritardo sulla scadenza del piano terapeutico: fatto che ha inciso abbastanza sulla efficacia delle terapie. Le famiglie sono state avvertite telefonicamente dalla segreteria del NONPI32 o dagli educatori e terapisti del centro che hanno comunicato luogo e data delle visite necessarie per ottenere il rinnovo del piano terapeutico che si effettuano in diversi nuclei territoriali dell’ASL NA 1 Centro dislocati lungo la città: dal Vomero a Secondigliano, passando per il Corso Voittorio Emanuele.“Non possiamo essere trattati in questo modo, – ha spiegato un genitore – questo accade perchè non abbiamo il neuropsichiatra a Ponticelli, la scorsa settimana mi sono dovuta assentare dal lavoro , pagare una persona per farmi accompagnare al Vomero per effettuare la visita di mia figlia per il rinnovo del piano terapeutico. Assurdo!”. “Anche se la patologia di mia figlia non è molto grave, – ha commentato un altro genitore – rispetto agli altri casi che sto ascoltando in questi giorni, purtroppo, mi è scaduto a novembre il piano terapeutico di mia figlia che vive in un’età preadolescenziale, quindi, molto delicata, sono dovuta andare in un centro privato ed effettuare le terapie a mie spese. Non è giusto che lo Stato, in questo caso l’ASL, ci neghi i nostri diritti. Sto chiamando da settimane, dicono che mi chiamano e non mi chiamano ancora.” Ecco la testimonianza di un altro genitore sul disagio che avverte nel trasportare il suo figlio affetto dal disturbo dello spetto autistico: “La scorsa settimana mi sono anticipato rispetto all’orario che l’ASL mi ha riferito al fine di non fare ritardo e non sono riuscito a trattenere le agitazioni mio figlio che è andato in escandescenza, non ha retto l’attesa. Ci assentiamo dal lavoro, affrontiamo il disagio dell’attesa e degli spostamenti: tutto questo perchè?”. Tali testimonianze rilasciate con una notevole dignità fotografano una volontà di lottare per i propri diritti, coniugata con una punta di rabbia, che alla fine potrebbe determinare tensione sociale nei quartieri già sconvolti dalla morsa della criminalità organizzata. Al momento sembra che ogni Nucleo Territoriale di Napoli avrebbe dato disponibilità al NONPI 32 di Ponticelli solo 8 visite al mese per i pazienti della Cutolo, dato che , al netto dei disagi per gli spostamenti cittadini, fa ritardare enormemente i tempi di effettuazione della visita per il rinnovo del piano terapeutico. Comunque, la voce unanime rispetto al disagio degli spostamenti per le visite da Ponticelli Barra e San Giovanni a Teduccio l’appello è unanime: “Noi non siamo cittadini di serie B rispetto a quelli del Vomero e Chiaia!”
Stranezze procedurali sui modelli di rinnovo del piano terapeutico. I NONPI27 del Vomero e NONPI 24 di Corso Vittorio Emanuele utilizzano modelli del NONPI 32 di Ponticelli. Mentre a i NONPI di Secondigliano e Piazza Nazionale utilizzano modelli propri: perchè questa diversità? Dalla raccolta dei disperati racconti delle famiglie sulla vicenda in questione che mettono in viva preoccupazione il futuro e la serenità di questi nuclei familiari sono emerse diverse stranezze sul piano procedurale amministrativo: diversi modelli di rinnovo ( rilasciata una copia anche ai genitori .d.r.) di piano terapeutici per i bambini appartenenti territorialmente al NONPI 32 di Ponticelli di via Walt Disney sono stati rinnovati , naturalmente dopo l’effettuazione della visita in un altro centro, in particolare quelli del NONPI 27 Vomero e del NONPI 24 Corso Vittorio Emanuele, compare la firma del neuropsichiatra di quel centro territoriale, ma ‘clamorosamente’ su carta intestata del NONPI32. Mentre, invece, in un caso specifico abbiamo notato che il NONPI di piazza Nazionale ha fatto sottoscrivere il piano terapeutico per un bambino arrivato da Ponticelli su carta intestata propria del centro: perchè queste disparità procedurali? Risulterebbe tutto regolare? E su questa vicenda c’è una testimonianza interessante di un altro genitore: “Io sono a conoscenza, la prego non mi faccia dire chi me l’ha riferito, che la carta intestata dal NONPI 32 al NONPI dove ho effettuato la visita viaggia sulla mail di corrispondenza tra i due centri territoriali…” Naturalmente, tale informazione l’abbiamo verificata e risulterebbe veritiera.
Da Ponticelli a visite in altri nuclei operativi, arrivano anche i terapisti ed educatori con la cartella clinica: risulterebbe regolare? Si preoccupano i genitori. Sempre a margine delle testimonianze dei familiari dei bambini affetti da gravi disturbi psichiatrici sballottati in tutta la città emerge un altro caso curioso raccontato da un altro genitore:“Sono preoccupata per un altro fatto, ero al Vomero per la visita per il rinnovo terapeutico di mio figlio e il terapista che è arrivato dal NONPI 32 di Ponticelli ha portato il fascicolo della cartella clinica a mano. E io mi sono chiesto se la cartella clinica, ovvero la storia sanitaria di mio figlio si perde di chi è la responsabilità? Però a me interessa altro: come risaliamo alla storia terapeutica e patologica di mio figlio in caso di smarrtimento dei documenti? Come risulta possibile applicare tutta questa leggerezza nei nostri confronti ?” La testimonianza di questo genitore è stata supportata da altri che hanno raccontato la stessa criticità aprendo, di fatto, una seria riflessione sul fatto che, in assenza al NONPI32 del fascicolo sanitario del paziente, stiamo al cospetto di un altro disagio che coinvolge il NONPI32 di Ponticelli. Altri due quesiti ci poniamo noi di TuttoVesuvio: chi autorizza i terapisti e gli educatori del NONPI 32 di Ponticelli a effettuare queste trasferte cittadine? Nel contratto di assunzione dei terapisti e degli educatori sono previste anche queste assunzioni di responsabilità rispetto alla custodia della cartella clinica? E, infine, se un terapista o educatore si infortuna durante il tragitto che lo porta all’altro Nucleo Territoriale di Neuropsichiatra Infantile è assicurato da polizze speciali?
Archivio al NONPI 32 nel caso. Cassetti contenenti documenti preziosi sparsi per la stanza, sotto l’occhio deluso dell’utente. Una foto/testimonianza – pubblicata in evidenza – risale a uno scatto effettuato da un genitore seduto nella sala di attesa posta di fronte l’accettazione del Nucleo Territoriale NONPI 32 di Ponticelli ed è emerso plasticamente dal contenuto visivo della foto che l’archivio, costituito per la raccolta delle storie dei pazienti del nucleo territoriale NONPI 32, è gestito in modo confuso e disordinato, mettendo a rischio le informazioni sanitarie degli utenti, senza contare che, chiunque, di passaggio, potrebbe appropriarsi indebitamente una cartella clinica. Risutano inguardabil i cassetti pieni documenti sparsi per la stanza aperta, sotto l’occhio deluso degli utenti di questa struttura sanitaria. Non si riesce a comprendere a che punto sia il percorso obbligatorio di digitalizzazione delle procedure amministrative al NONPI 32, in particolare rispetto al fascicolo sanitario del paziente, però, quando le immagini forniscono dati ed evidenze: le parole sono superflue.
Noi di TuttoVesuvio abbiamo narrato questa vicenda dal punto di vista dell’anello debole di questa vicenda: i genitori. Ovviamente, siamo pronti a raccogliere le testimonianze dei dirigenti responsabili e delle istituzioni silenti su quyesta vicenda, mentre non meno di due mesi fa era a Napoli Est a chiedere iul consenso per le elezioni regionali: spariti.
