Trapianto del piccolo Domenico, presunte modifiche alla cartella cliniche, Procura di Napoli chiede misure interdittive per i medici indagati

Napoli – Avrebbero modificato la cartella clinica di Domenico Caliendo, il bimbo morto in seguito al trapianto di cuore: il Nas e la procura di Napoli contestano una nuova accusa – il reato di falso – a due dei sette medici dell’ospedale Monaldi già indagati per la morte del piccolo.

Si tratta del cardiochirurgo Guido Oppido, il medico che ha eseguito il trapianto, e della seconda operatrice Emma Bergonzoni: per entrambi è stata chiesta al Gip una misura interdittiva ed entrambi, secondo quanto si è appreso, verranno ascoltati a fine mese. Secondo gli inquirenti (pm Giuseppe Tittaferrante, procuratore aggiunto Antonio Ricci) riguarderebbero in particolare modifiche agli orari di arrivo del cuore da Bolzano a Napoli. Ai due medici viene già contestato il reato di omicidio colposo in concorso.

In particolare, secondo gli inquirenti, ci sarebbero delle inesattezze riguardanti gli orari dell’arrivo del cuore da Bolzano a Napoli, e dell’inizio dell’espianto dell’organo malato dal petto del piccolo Domenico. Il cardiochirurgo Guido Oppido è difeso dagli avvocati Alfredo Sorge e Vittorio Manes, mentre la dottoressa Bergonzoni da Vincenzo Maiello. Le criticità emerse dall’analisi della cartella clinica riguardano soprattutto l’orario dell’arrivo del cuore in sala operatoria coincidente con le fasi propedeutiche al trapianto: questi orari non sarebbero stati confermati da alcuni sanitari ascoltati come persone informate dei fatti.

Sequestrato il cellulare a infermiera
Il Nas e la Procura di Napoli nell’ambito delle indagini sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo morto lo scorso 21 febbario nell’ospedale Monaldi hanno sequestrato un altro cellulare dove, ci sarebbero foto e video realizzati nella sala operatoria il 23 dicembre 2025 e ritenuti utili all’attività investigativa. Il telefono appartiene a una infermiera che non risulta iscritta nel registro degli indagati. Il prossimo 26 marzo è stata fissata la copia forense del dispositivo.

Fonte foto Ansa.it