Roma –“Il 16 marzo di 48 anni fa, in via Fani a Roma, si consumò uno dei momenti più bui per la nostra Repubblica: il rapimento di Aldo Moro e l’uccisione degli uomini della sua scorta. I poliziotti Raffaele Iozzino, Giulio Rivera e Francesco Zizzi, e i Carabinieri Oreste Leonardi e Domenico Ricci erano servitori dello Stato che avevano scelto di proteggere la democrazia e, nel compimento silenzioso e fedele di quella scelta, persero la vita. Li ricordiamo con gratitudine profonda.” Ricorda il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
“Insieme a loro commemoriamo Aldo Moro, statista, uomo di dialogo fermamente convinto che la politica fosse servizio e non esercizio del potere. Quella drammatica stagione ci restituisce ancora oggi un monito forte. – ha concluso il capo del Viminale. La democrazia non è invulnerabile, ma prospera e resiste quando cittadini e istituzioni la difendono uniti. E l’Italia seppe farlo. Tenere viva la memoria di quei momenti non è un vuoto rituale, ma il rinnovarsi di un impegno quotidiano a difesa dei valori su cui si fonda la nostra Repubblica”.
