Boom di ricoveri in ospedale per influenza di tipo A e per polmoniti gravi, dopo le giornate di festa che hanno aumentato la circolazione dei contagi.
E’ questo il dato delle grandi strutture napoletane, il Cardarelli e l’Ospedale del Mare, ma anche del pediatrico Santobono, aspettando l’ulteriore aumento dei casi legato alla riapertura delle scuole.
Al Cardarelli si registra un aumento del 25% di pazienti con grave influenza ricoverati, rispetto alla media che era stata bassa negli ultimi giorni del 2025.
Oggi la media settimanale è di 210 accessi al giorno, con molti pazienti che soffrono di polmoniti virali e che rappresentano circa il 30% dei ricoverati.
Antonio Russo, direttore della Pneumologia del Cardarelli, spiega: Le polmoniti negli ultimi anni stanno diventando sempre più frequenti, anche per la sovrapposizione di forme di natura batterica ad episodi virali”, e sottolinea che “per gli under65 – dice – è importante effettuare la vaccinazione anti-pneumococcica, che evita le polmoniti. Mentre va ribadito che l’efficacia del vaccino in sé non risiede in una totale immunizzazione rispetto all’ondata influenzale ma a sintomi ed effetti meno aggressivi e subdoli”.
All’Ospedale del Mare la fine del 2025 e l’inizio del 2026 vedono un aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno di patologie di contagio di influenza di tipo A e molti ricoveri per polmoniti gravi. Solo dal 29 dicembre all’1 gennaio ci sono stati 25 casi di ricovero con supporto respiratorio, e molti altri con forte influenza e dispnea. La polmonite in particolare è molto contagiosa quest’anno, sottolinea Giuseppe Vitiello, direttore sanitario dell’Ospedale del Mare a Napoli: “Dalla seconda metà di dicembre le scuole sono chiuse. Da oggi riaprono tutte e quindi potrebbe aumentare il contagio, con lo stretto contatto per tante ore al giorno degli studenti tra di loro e con i docenti”. Per questo l’Ospedale del Mare sta rinforzando le strutture. Si sottolinea l’importanza di curarsi a casa con il medico di base e di andare in ospedale solo per forti aggravamenti, anche per evitare contatti con altri virus presenti nei pronto soccorsi.
Consistenti anche i casi tra bambini all’Ospedale Santobono: durante le feste anche 350 accessi al giorno, di cui 7-8 su 10 per influenza anche con sintomi respiratori e l’8% dei bimbi con la polmonite. “Abbiamo – spiega all’ANSA il primario del Pronto Soccorso Vincenzo Tipo – tanti lattanti con febbre alta, in particolare sotto i sei mesi a cui la vaccinazione non è consigliata e che pagano le riunioni familiari natalizie, dove sono a contatto diretto con i nonni e tanti altri parenti e il contagio gira molto velocemente e colpisce i bambini che sono i più fragili”.
Quest’anno per i lattanti e i bambini l’influenza è particolarmente aggressiva, con febbre alta di una durata anche superiore ai 3-5 giorni e la polmonite che, spiega Tipo, “non è grave come quella per gli adulti, ma ha una degenza impegnativa, perché c’è bisogno di ricorso a terapie più accurate, qualche volta con ossigenoterapia”. Primo allarme d’inverno che ora rischia di peggiorare con la riapertura delle scuole: il picco influenzale per i bimbi e i ragazzi è atteso “intorno alla terza, quarta settimana di gennaio. Il riavvio della scuola può infatti essere un ulteriore aggravante alla diffusione del contagio”, conclude Tipo.
Fonte e foto Ansa.it
