Ddl caregiver,  Carmela Auriemma (M5S): “Dal governo solo propaganda, servono diritti veri e risorse”

“Ieri siamo in piazza al fianco dei caregiver italiani, che chiedono diritti veri, risorse adeguate e una legge nazionale che li riconosca pienamente. Come loro, siamo stanchi degli annunci trionfalistici del governo: fare propaganda sulla pelle di chi soffre è semplicemente vergognoso”. Lo dichiara l’onorevole Carmela Auriemma, deputata del Movimento 5 Stelle, presente ieri in piazza Santi Apostoli al presidio dei caregiver familiari italiani insieme ai colleghi Orfeo Mazzella, Carmen Di Lauro e Andrea Quartini.

“La ministra Locatelli parla di una misura attesa da dieci anni, ma la verità è che è attesa da sette milioni di caregiver reali e che, per colpa del cinismo del governo Meloni, si tradurrà in una mancetta destinata appena all’1% di loro. Ai caregiver si chiedono 91 ore settimanali di assistenza, tredici ore al giorno, mentre in manovra il governo individua i Livelli Essenziali di Prestazione per l’assistenza domiciliare alle persone non autosufficienti in una sola ora media settimanale. Quando si tratta di chiedere sacrifici si pretende tutto, quando si tratta di riconoscere diritti si concede quasi nulla: un’incoerenza inaccettabile”.

“Gravissimo anche il rinvio delle risorse al 2027, con uno stanziamento di appena 257 milioni di euro, peraltro ottenuti tagliando altri fondi destinati ai più fragili. Un paradosso se si pensa che lo stesso governo trova 23 miliardi in tre anni per le armi o 15 miliardi per il Ponte sullo Stretto, ma non mette un euro in più per i caregiver”.

“In legge di bilancio il Movimento 5 Stelle aveva proposto il reddito di cura, fino a 600 euro al mese, con uno stanziamento di 3 miliardi di euro, come primo passo verso un vero riconoscimento giuridico e servizi di sollievo per restituire tempo di vita a chi oggi è invisibile. Sarebbe stato un segnale concreto dopo decenni di attesa. Evidentemente, però, questo governo preferisce l’economia di guerra: ai caregiver resta soltanto la vuota propaganda”.