Napoli. Teatro Cilea, arriva la regina del teatro e della canzone Lina Sastri con “Voce ‘e notte”

Napoli – Dopo i trionfi e i sold out con “Tante belle cose” di Francesco Cicchella, il Teatro Cilea di Napoli si prepara ad accogliere un’ icona dello spettacolo italiano: Lina Sastri. Definita spesso “un’attrice sociale”, l’artista porterà in scena il suo spettacolo “Voce ‘e notte”, in programma dal 22 al 25 gennaio 2026.

Uno spettacolo che è la sintesi di un lunghissimo e raffinato percorso di ricerca nel teatro-canzone, genere di cui Lina Sastri è stata pioniera e indiscussa sin dai primi anni Novanta. Con le musiche del Maestro Adriano Pennino – per la regia della stessa Sastri -, “Voce ‘e notte” è un viaggio artistico e umano di intensa poesia.

Lo spettacolo rappresenta la testimonianza più pura e matura del lavoro di Lina Sastri, un flusso ininterrotto di 90 minuti dove parola, musica e gesto si fondono in un linguaggio unico, carico di emozione e autenticità. Un racconto che intreccia il personale e l’universale, muovendosi sul filo rosso di una tradizione napoletana che dialoga con le musiche del mondo.
Dalle atmosfere de Lina rossa e Cuore mio, passando per Corpo celeste, Mese mariano, Linapolina, Appunti di viaggio, Pensieri all’improvviso, fino all’omaggio di Eduardo mio, il repertorio si fa memoria viva.

È un itinerario quasi picaresco che rievoca passioni, riflessioni, affetti familiari – come le voci della madre Ninetta o del maestro Eduardo De Filippo – e incontri artistici, tra cui gli omaggi all’amico Pino Daniele. Il tutto sorretto dalla musica dal vivo del pianoforte, che accompagna l’artista in una performance essenziale e radicale.

“Voce ‘e notte” non è una semplice rassegna di successi, ma un’esperienza totalizzante che è insieme concerto, confessione e rito teatrale. Al suo interno trovano spazio anche pagine di drammaturgia classica, come il lacerante monologo di Filumena Marturano, o riletture personali di miti come Medea, sempre con la musica come “compagna di viaggio”.

«Per certi aspetti questo è lo spettacolo più difficileha spiegato Lina Sastriperché è essenziale e radicale. Sono sola col pianoforte, che è strumento di accompagnamento, ma è la voce che conduce. Sono, artisticamente, nuda».
Una scelta di purezza che si riflette anche nella filosofia dello spettacolo, pensato per un ascolto consapevole, lontano da qualsiasi nostalgia, come l’artista stessa tiene a precisare.